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ALIMENTAZIONE, VOLO, RIPARTENZE

ALIMENTAZIONE, VOLO, RIPARTENZE

Dallo stile di scrittura si possono capire tante cose di una persona: esperienza sull’argomento trattato, onestà intellettuale, voglia di mettersi in gioco raccontando senza veli il proprio pensiero sul tema trattato.

Dal 2017, anno in cui ufficialmente è entrato il volo libero in Italia, due sono gli argomenti dibattuti più frequentemente sui social:

– alimentazione del pappagallo volatore

– tecniche e metodi per insegnare o meglio addestrare il pappagallo al volo libero.

Sono entrambi argomenti difficili da trattare in modalità scrittura, perché non esiste un metodo uguale per tutti i pappagalli, ogni pappagallo è speciale e unico e risponderà a stimoli diversi pur seguendo a grandi linee lo stesso protocollo.

Il percorso inizia sempre in sicurezza fissando il richiamo da un punto preciso (trespolo) al nostro braccio, aumentando via via le difficoltà fino ad arrivare ad avere un pappagallo che risponde in modo preciso e veloce al richiamo arrivando al braccio senza difficoltà e arriverà il grande giorno, quando la lunghina, che teneva in sicurezza il pappagallo, verrà tolta e al suo posto, nella pettorina o alla zampa, il pappagallo porterà un dispositivo che ci aiuterà a monitorarlo e ritrovarlo qualora si allontani da noi a causa di uno spavento improvviso. Da questo momento il pappagallo aumenterà il tempo di volo ampliando sempre più lo spazio e, se voliamo sempre nello stesso territorio, mappando in un certo qual modo il suo territorio di volo.

Un’altra interessante domanda è “Come vola un pappagallo?”

La risposta più semplice che mi viene in mente é  dipende dalla specie:

possono fare varie evoluzioni, volare in lunghezza, in circoli stretti o molto  ampi e  normalmente rimangono comunque nella zona del “compagno-umano”; personalmente, per una questione di sicurezza, evito di rinforzare comportamenti pericolosi come il posarsi su piante lontane dalla proprietà o non in vista perché, ricordiamoci, sono pur sempre prede e sovente il predatore più pericoloso per un pappagallo viene dal cielo.

Quindi il mio pappagallo può volare quanto vuole, ma fermarsi su piante, cancellate, tetti panchine per farsi una pausa ed osservare il panorama……anche no!

Ma facciamo un passo indietro e ritorniamo a parlare delle tecniche di addestramento tipo la ripartenza.

Cos’è una ripartenza?

E’ un comando insegnato al pappagallo e serve per allungare il volo…..cioè?

Provo a spiegarmi meglio: Il mio pappagallo è sul polso con la CUE “vai” lui parte in volo, deciderà lui stesso che tipo di volo fare e quanto stare in volo, ad un certo punto, sempre lui verrà verso di me e in base ad una serie di considerazioni che faccio (età, muscolatura, stagione, esperienza di volo) decido se fermare il mio pappagallo sul braccio oppure dare ancora un “vai” perché rimanga in volo, detta ancora più semplice è …..

“ok, sono felice che sei tornato da me, ma potresti continuare volare”. 

Questa è la ripartenza.

La ripartenza quindi porterebbe l’animale ad avere delle incertezze quindi ledere la fiducia che ripone sul “compagno-umano”?

Dipende, tutto dipende da come lo si propone, dalla quantità di volte che lo si chiede, dall’ età e dall’esperienza del soggetto, di certo affermare che SEMPRE una ripartenza porta l’animale verso l’insicurezza e di conseguenza va a lesionare la fiducia che ripone verso l’umano è un errore, è un errore poiché la ripartenza altro non è che fissare in modo progressivo un comportamento al pappagallo.

Ma passiamo ad un altro argomento intrigante:

l’ Alimentazione del pappagallo volatore

un argomento semplice, ma in Italia complicato da affrontare, tanto che per discuterne andiamo a scomodare  ancora una volta i  trainer americani blasonati e conosciuti che hanno fatto scuola per molti anni, i quali, senza tanti giri di parole ci hanno scritto e raccontato da sempre che un pappagallo tornerà da noi se abbastanza motivato.

Quindi, quale potrebbe essere la motivazione maggiore?

Il cibo, la leccornia, ciò che a loro piace maggiormente, a volte per un periodo la giusta motivazione per un soggetto potrebbe essere ricevere tutta la razione giornaliera in allenamento dalla mano.

Con questo metodo non si intende ridurre alla fame il pappagallo ma, come accade in natura, metterlo nelle condizione di guadagnarsi il cibo.

Per un soggetto volatore con esperienza, la motivazione avrà meno importanza rispetto ad un giovane soggetto in addestramento, certamente, non lo si farà volare dopo una scorpacciata di semi o di noci, con il rischio che si metta a fare un sonnellino ad una debita altezza su una pianta, ai fini di evitare di dover attendere sotto qualche albero anche alcune ore..

 

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