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Quando l’ignoranza vola più in alto della verità

Quando l’ignoranza vola più in alto della verità

Ieri, sulle pagine “il.dolomiti.it, una rivista on line di Bolzano è comparso un articolo che descriveva Ernesto — una splendida Ara Arlecchino — come un pappagallo spaventato, vittima di chissà quale disagio.
La scena? Ernesto che, sulle rive di un ruscello, batteva le ali.

Ora, chi conosce davvero i pappagalli, chi li osserva, li studia e li vive, sa bene che quel gesto non era paura. Era piacere. Un rituale: “chiedere la doccia”, godersi le gocce d’acqua sul piumaggio, mantenendo un perfetto equilibrio e senza alcuna costrizione.

Ma qui non si tratta solo di Ernesto. Si tratta di un modo di fare informazione che, quando ignora l’etologia di ciò che racconta, finisce per deformare la realtà. Un pappagallo addestrato al volo libero — come Ernesto, che ha sorvolato Sicilia e mezza Italia — non è un animale in fuga: è un compagno di viaggio che sceglie di restare, e di volare, accanto ai suoi umani.

Forse sarebbe il caso, prima di riempire le righe di un portale online, di riempire un po’ la propria cassetta degli attrezzi culturali. Perché le parole contano, e un titolo sensazionalistico può essere più dannoso di un volo maldestro.

Nel frattempo, Ernesto continuerà a volare dove e quando vorrà.
E noi continueremo a raccontarlo per quello che è: libero, fiero, e tutt’altro che spaventato.

https://www.ildolomiti.it/montagna/2025/con-un-gigantesco-pappagallo-tropicale-sulla-schiena-in-montagna-sentiero-da-non-sottovalutare-e-luccello-era-visibilmente-spaventato-questa-non-lavevamo-mai-vista

 

 

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